Coltivare, nel suo originario significato latino, non vuol dire solo “far crescere piante” ma anche abitare, prendersi cura, onorare ciò che cresce. È una parola che restituisce tutta la profondità dell’intenzione ancora prima del gesto: creare le condizioni perché la vita possa nascere, svilupparsi e trovare continuità. L’orto è molto più di uno spazio produttivo: è un luogo di crescita, equilibrio e relazione, dove ogni elemento contribuisce a creare le condizioni perché qualcosa possa svilupparsi davvero.
È questa visione che ci ha regalato la visita a Cascina don Guanella, una cooperativa sociale agricola con sede a Valmadrera, in provincia di Lecco, nata con l’obiettivo di rappresentare un luogo dove tanti ragazzi possano “fiorire” alla vita adulta. Don Agostino Frasson, direttore della Casa don Guanella di Lecco e presidente della Cooperativa sociale Cascina don Guanella, ci ha raccontato la lunga storia della comunità nata nel primo dopoguerra per dare una casa ai molti bambini rimasti orfani. Negli anni si è sviluppata cercando di rispondere alle esigenze del tempo: da istituto a collegio, fino a diventare la prima scuola a tempo pieno del territorio. Nel corso degli anni, ha accolto ragazzi che provengono, alcuni da molto lontano dove hanno vissuto paura, fame e violenza, altri dalla strada e dal carcere.
In questo luogo, che conta più di 6000 mq di aree destinate all’orto e alla coltivazione di piccoli frutti, in prevalenza lamponi, oltre a campi di cereali, oliveto e vigneto, trovano spazio una stalla con bovini e un gregge di capre, un caseificio, un panificio, una birreria e una cantina che definire a km zero diventa un eufemismo. In questa “filiera della vita” come la definisce don Agostino Frasson, l’agricoltura rende concreto il concetto di accoglienza, cura, rispetto e formazione.
Rispetto prima di tutto per la terra e i suoi frutti, con la messa al bando di prodotti chimici e l’adozione di pratiche coerenti con i principi di quella che oggi definiamo “agricoltura rigenerativa” che contribuiscono alla tutela del suolo e a un’agricoltura più equilibrata e sostenibile. Una di queste è, per esempio, la pacciamatura, realizzata grazie al nostro Tenax Cover Pro, il telo pacciamante professionale. La pacciamatura consiste nel coprire il terreno per custodirlo: aiuta a trattenere l’umidità, contiene le erbe infestanti e protegge il suolo, riducendo la necessità di interventi invasivi. Una pratica concreta che va nella direzione di un’agricoltura più attenta agli equilibri naturali e alla fertilità della terra. Per sostenere la crescita degli ortaggi è stata utilizzata invece Tenax Hortonova, la rete per ortaggi rampicanti, pensata per aiutare le piante a svilupparsi in modo ordinato e funzionale. Ma come ben ci ricorda l’etimologia della parola “coltivare”, per accompagnare la crescita non basta solo “sostenere”, spesso è necessario “custodire”. Per questo non poteva mancare Tenax Defender, la rete antigrandine che protegge l’orto e nepreserva l’equilibrio contribuendo a creare le condizioni più favorevoli per il suo sviluppo.
A questa esperienza si affianca anche il contributo alla realtà di Don Guanella a Cassago Brianza, dove persone adulte con disabilità sono accompagnate in percorsi educativi e di vita personalizzati, orientati allo sviluppo dell’autonomia, delle relazioni e delle proprie capacità. In questo contesto, Tenax ha scelto di mettere a disposizione i propri prodotti per l’orto e la coltivazione, sostenendo concretamente le attività agricole come strumenti educativi e favorendo occasioni di partecipazione attiva, crescita e condivisione.
In Tenax abbiamo voluto “abitare” e contribuire concretamente a questo progetto, mettendo i nostri prodotti al servizio dei bisogni reali delle persone e della comunità Cascina don Guanella, consapevoli che l’innovazione agricola possa avere un forte impatto sociale e diventare uno strumento di crescita concreta.