Utilizzo di TENAX TENDRAIN negli accumuli di smarino
Le diverse fasi di cui si compone la realizzazione della tratta ferroviaria ad Alta Velocità Bologna – Firenze hanno previsto lo scavo in diversi punti del territorio emiliano di alcune gallerie (denominate: Pianoro, Saturano, Monte Bibele e Faticosa).
In generale tutto il materiale che viene estratto durante le fasi di scavo di una galleria viene denominato “smarino” ed è quasi totalmente costituito da roccia e terreno naturale, anche se possono essere presenti, in percentuale molto minore, altri tipi di materiali come: cemento, materiali ferrosi, aste in vetroresina, che possono essere impiegati, dove è necessario, per rinforzare il fronte di scavo, e oli di origine minerale, derivanti da operazioni di “scasseratura” (fase di costruzione del rivestimento definitivo della galleria) o da perdite delle macchine operatrici.
Gli “smarini” possono essere stoccati in tre modi diversi:
- SD (Stoccaggio e Disposizione): sono siti di stoccaggio in cui il materiale viene lasciato a disposizione per uno sfruttamento nel tempo al fine di realizzare opere pubbliche.
- PREVAM (Progetto di Recupero e Valorizzazione Ambientale): sono interventi che, attraverso una sistemazione ragionata del materiale di scavo, sono orientati al recupero ed al miglioramento ambientale e/o di fruizione di aree degradate marginali o residuali.
- CAVA APRI E CHIUDI: sono siti di prelievo di materiale inerte pregiato, utilizzato per le opere TAV che viene progressivamente sostituito dallo smarino proveniente dalle gallerie.
I primi accumuli di “smarino” sono stati realizzati presso Pianoro (BO), e risultano legati al materiale estratto dall’omonima galleria.
Date le dimensioni dei rilevati, con altezze che arrivano intorno anche ai 40 m, e le caratteristiche assai disuniformi dei materiali conferiti, è necessario un accurato sistema drenante che garantisce il mantenimento delle caratteristiche geometriche (spessore) e idrauliche (la portata specifica) sotto carichi prolungati (pari alla vita prevista dell’opera).
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Sezione e prospetto della struttura drenante del geocomposito TENAX TENDRAIN che mostrano i fili ad alta resistenza a compressione e i canali di drenaggio |
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Essendo inoltre presente nel terreno una buona percentuale di materiale fine è possibile che la pressione uniforme da questi applicata tenda a far intrudere i geotessili nei canali drenanti della georete.
Tale fenomeno, che provoca una caduta drastica della portata specifica, può essere evitato utilizzando una georete a tre fili in quanto il filo centrale non viene affetto dall’intrusione dei geotessili.
Sulla base delle caratteristiche sopra citate, si sono identificati come geocompositi più appropriati il TENAX TENDRAIN 750/250/2 e il TENAX TENDRAIN 1000/400/2 realizzati mediante l’accoppiamento a caldo di una georete da 750 o 1.000 g/mq (in HDPE) e di due geotessili da 250 o 400 g/mq (in PP) non tessuti. |
Tale prodotto risulta stabilizzato agli UV e costituito da polimeri inerti e perciò inattaccabili dagli agenti chimici normalmente presenti nel terreno e vengono utilizzati rispettivamente a seconda dei carichi di materiale che si intende apportare sul geocomposito.
In particolare gli accumuli di smarino vengono realizzati in vallette o conche naturali adiacenti al sito dove si ha intenzione di scavare la galleria. Sono costituiti da strati di materiale dello spessore di circa 10 m alla base di ognuno dei quali viene posto il TENAX TENDRAIN.
Questo essendo in rotoli delle dimensioni di 3,80 m di larghezza per 25 o 50 m di lunghezza, viene semplicemente srotolato e ricoperto con il materiale proveniente dallo scavo della galleria, che è successivamente compattato con mezzi meccanici. Ogni strato risulta inoltre arretrato di circa 5 m verso monte rispetto al precedente creando cosi una scarpata artificiale avente una pendenza del 3%.
Ogni singolo strato presenta una parte soggetta a maggior carico, collocata di norma verso la scarpata naturale del rilievo, dove viene utilizzato il TENAX TENDRAIN 1000/400/2; e una parte soggetta a minor carico, dove viene impiegato il TENAX TENDRAIN 750/250/2, collocata verso valle in cui è presente un minor accumulo di materiale per la presenza della scarpata artificiale.
Il materiale viene accumulato fino alla sommità della valletta o al completo riempimento della conca naturale, quindi si procede al suo ricoprimento con del terreno naturale e nuovamente piantumato per favorire la ripresa della vegetazione naturale.
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