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Problema
Il lavoro affronta le problematiche connesse alla realizzazione di coperture vegetali di terre rinforzate.
Vengono analizzate le problematiche connesse alle criticità
agronomiche del sistema e valutate le possibili scelte dei materiali vegetali e
delle tecniche d’impianto.
Soluzione
Con la sperimentazione di campo qui presentata si è voluto effettuare un’analisi
approfondita del sistema terre rinforzate (Sistema TENAX RIVEL) per valutarne
pregi e difetti dal punto di vista agronomico mettendo in luce vantaggi e criticità.
Presso il comune di Viganò Brianza (LC) nel 2004 è stato realizzato un manufatto
composto da due corpi perpendicolari aventi lunghezza di 18,6 m l’uno, di sezione
a trapezio di altezza pari a 3,6 m.
Sono stati collocati in modo da costituire una L
rovesciata, con versanti esposti ai quattro punti cardinali.
La pendenza delle falde
inclinate di 65 gradi è pari al 144%.
Nello schema erano previste 30 parcelle che
hanno permesso di confrontare le diverse combinazioni di tesi a confronto.
Durante la sperimentazione sono state prese in considerazione i seguenti punti:
- Analisi e caratterizzazione pedoclimatica del sito
- Climatologia del sito
- Bilancio idrico
- Monitoraggio delle diverse tesi di copertura vegetale
- Campionamento e analisi quantitativa delle produzioni vegetali.
Il monitoraggio della vegetazione è stato effettuato attraverso rilievi atti a
descrivere: composizione specifica e grado di copertura; accrescimento
dell’apparato epigeo; accrescimento radicale; dinamica delle specie e loro
selezione nel sito; efficienza dell’impianto irriguo e suoi risvolti sulle condizioni del
cotico di vegetazione; condizioni nutrizionali delle tesi (per correggere eventuali carenze); stato fitosanitario, valutazioni specifiche e varietali di tolleranze e
resistenze alle avversità ed eventuali consigli fitoiatrici; stato delle infestazioni
(specie infestante, stadio fenologico, % di copertura).
Si è così potuto valutare
le metodologie di manutenzione del sito; verificare lo stato di vegetazione con
misurazione della presenza/assenza di condizioni di stress abiotico o biotico ed
espressione dei parametri secondo un’opportuna scala (valore da 0 a 10 laddove
10 corrisponde a totale assenza di stress e 0 a massimo attacco).
La crescita delle piante e la
conseguente produzione di
biomassa sono state valutate
attraverso sfalci effettuati su 2 m2
per ogni parcella.
Le differenti date di realizzazione
della copertura vegetale hanno
dimostrato come la individuazione
del periodo ottimale d’impianto
sia condizione fondamentale per
una buona riuscita dello stesso;
solo con l’apporto di irrigazione
di soccorso è possibile ampliare i
periodi di semina al di fuori di quelli
tradizionali.
Nello specifico si evidenzia come
per tutte le epoche di semina considerate nel progetto, ad
esclusione di quelle ad inizio
autunno, sia stato necessario
ricorrere all’utilizzo di un sistema
irriguo per ottenere dei risultati
accettabili.
L’epoca di semina condiziona
in maniera evidente il risultato
della composizione floristica del
miscuglio.
I differenti risultati da noi riscontrati
nelle tesi poste a confronto sono
principalmente riconducibili alle
diverse composizioni floristiche dei
miscugli e solo in minor parte alle
tecniche di impianto utilizzate; le
composizioni dei biofeltri utilizzati
nella sperimentazione sono
state scelte al fine di valutare un
miscuglio di sole graminacee e
quindi hanno risentito di questo
fattore.
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Manufatto composto da due corpi perpendicolari

Monitoraggio della vegetazione

Esempio di inerbimento
Conclusioni
Per il pieno successo di queste opere,
con particolare riferimento alle
funzioni ambientali e paesaggistiche che esse sono in grado di svolgere
per lunghi periodi di tempo, è
necessario curare alcuni aspetti, che
molto spesso vengono sottovalutati.
Più precisamente, la riuscita sembra
particolarmente legata ai seguenti
5 punti:
1) uno studio preliminare svolto
per conoscere sia le condizioni
climatiche del sito (andamenti termopluviometrici
e curve radiative) sia
le principali caratteristiche fisicochimiche
del substrato utilizzato;
2) una scelta oculata delle specie
e varietà (la scelta varietale
assume oggi un ruolo primario)
che devono comporre la copertura
vegetale, adattandosi pienamente
alle condizioni pedo-climatiche
e tollerare gli stress prevalenti
nell’area;
3) una scelta opportuna dell’epoca,
del sistema e delle tecniche di avvio
della copertura vegetale. La scelta
della tecnica d’impianto è senz’altro
da valutarsi caso per caso in
funzione, soprattutto, dell’operatività
di cantiere specifica del sito;
4) la previsione di possibili interventi
di servizio e soccorso (es irrigazione,
diserbi) nel caso di condizioni
climatiche particolari;
5) la programmazione di azioni di
monitoraggio e manutenzione che
siano ben modulate in modo da
rendere massima l’efficacia e minimi
i costi, nel corso degli anni. |
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