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  Drenaggio - Controllo Erosione  

L’utilizzo di geosintetici per la copertura definitiva della discarica di Borgo San Dalmazzo (CN)

 

 

discarica controllata

Foto 1: La discarica controllata prima degli interventi di copertura

 

PRODOTTI:

Geocompositi triplanari TENAX TENDRAIN

Geostuoie rinforzate TENAX MULTIMAT R

 

Località:

Borgo San Dalmazzo (CN)

Cliente:

 

ACSR SpA di Borgo San Dalmazzo

Progettista:

Studio Associato I.GE.S. di Mondovì (CN)

 

 

La discarica controllata di Borgo San Dalmazzo gestita dall’azienda ACSR SpA di Borgo San Dalmazzo (CN), è situata in località San Nicolao, in un territorio di indubbio pregio ambientale, all’interno della Comunità montana della Valle dello Stura, ai piedi delle prime formazioni premontane che delimitano la pianura piemontese verso la Francia.

Dopo la chiusura della discarica si è proceduto nel 2008 alla definizione del Sistema Capping non senza passare attraverso un “campo prove sperimentale” di ca 1.000mq realizzato nel luglio 2007 al fine di tenere monitorato per 1 anno il comportamento del pacchetto di copertura in geosintetici prescelto.

 

E’ importante evidenziare che le scarpate della discarica sono state definite con pendenza variabile tra 29° e 32° e sviluppo medio di ben 45m; il pendio è interrotto da una berma intermedia avente larghezza variabile tra 3.25 e 5.00 m (Foto 1).

La progettazione dell’opera è stata a cura dell’ing. Paolo Turbiglio dello Studio Associato I.GE.S. di Mondovì (CN) (che è anche il Direttore dei Lavori) mentre la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione è stata affidata all’ing. Francesco Totino del medesimo studio professionale.

 

La chiusura definitiva dei lotti 1 e 2 della discarica è stata appaltata all’Impresa SELCA SpA di Berzo Demo (BS) (General Contractor) mentre le forniture ed il montaggio del pacchetto di copertura (Capping) è stato subappaltato all’ATI TENAX SpA di Viganò (LC) e Progetto Geoambiente Srl di Giardini Naxos (ME).

L’opera è stata realizzata mediante impiego, dal basso, di:

  1. geocomposito per la captazione ed il drenaggio del biogas TENAX TENDRAIN 750/2;
  2. strato barriera in geocomposito bentonitico LAVIOSA MODULO GEOBENT HI TECH HT 1850;
  3. geocomposito per la captazione ed il drenaggio delle acque meteoriche di filtrazione sempre TENAX TENDRAIN 750/2;
  4. geostuoia 3D Rinforzata TENAX MULTIMAT R aventi resistenza max a trazione longitudinale di 300 e 350 kN/m;
  5. ed infine la stesa del terreno di copertura per uno spessore medio di ca 1.00 m.

 

1. Drenaggio delle acque meteoriche

La direttiva europea 1999/31/CE relativa alle discariche controllate, recepita in Italia dal Dlgs 13 gennaio 2003, n. 36, prevede l'impiego, come strato drenante, di un materiale granulare in grado di garantire che non si manifesti un battente idraulico al di sopra dello stesso.

 

Il calcolo di tale spessore, e della conducibilità idraulica necessaria, necessita la conoscenza delle caratteristiche di pioggia del sito, oltre che della geometria.

 

L’intensità della pioggia deve essere determinata con tempo di ritorno di 50 anni; nota l'intensità della precipitazione, è poi possibile valutare la percentuale di acqua che effettivamente raggiungerà il geocomposito drenante (considerando le perdite per evapo-traspirazione, ruscellamento superficiale ed assorbimento del suolo).

 

Da indagini sperimentali condotte su differenti discariche di R.S.U. chiuse, la percentuale infiltrata risulta essere compresa tra 0.20 e 0.50.

 

Il valore di conducibilità idraulica che ne deriva è evidentemente estremamente elevato e, nell’ipotesi di utilizzare materiali granulari tradizionali, si sarebbero dovuti conferire in cantiere ingenti quantitativi di un materiale pregiato e costoso. Si è optato dunque per l’utilizzo di prodotti geosintetici certificati e dalle prestazioni garantite.

 

Le caratteristiche di resistenza a compressione e a trazione che il geocomposito per il drenaggio delle acque deve garantire sono le stesse indicate per il materiale per il drenaggio del biogas. Pertanto il geocomposito drenante deve essere in grado di resistere alle sollecitazioni cui sarà sottoposto durante le operazioni di stesa del terreno sovrastante, e deve essere caratterizzato da adeguata resistenza a compressione. (Foto 2).

Il prodotto scelto affinché siano soddisfati i requisiti minimi indicati nel Dlgs. 36 relativamente al drenaggio del biogas e per il drenaggio delle acque meteoriche è il geocomposito filtro/drenante TENAX TENDRAIN 750/2 in grado di garantire, alle condizioni di progetto, una portata idraulica di a 8.00 E-04 m³/sec/m (0,8 Litri/m*sec.) soddisfacendo quindi le condizioni idrauliche. Il prodotto è realizzato mediante “laminazione a caldo” di una georete in HDPE a 2 geotessili filtranti nontessuti in PP.

 

La georete interna è costituita da una struttura tridimensionale a 3 ordini di fili tra loro sovrapposti ed intersecati:

  • l’orditura longitudinale interna costituita di fili di maggior consistenza e spessore, garantiscono elevata resistenza a compressione e di conseguenza, elevata portata idraulica;

  • gli ordini di fili superiore ed inferiore, più esili e tra loro incrociati, prevengono invece l'intrusione del geotessile all’interno della struttura drenante sollecitata a schiacciamento dal peso del terreno di copertura sovrastante oppure dalle attrezzature meccani transitanti.

 

posa del geocomposito drenante

Foto 2: Posa del primo strato del geocomposito drenante per la captazione del biogas

posa del geocomposito drenante

Foto 3: Posa al di sopra del geocomposito bentonitico impermeabilizzante del secondo strato di geocomposito drenante, per l’intercettazione delle acque meteoriche di filtrazione

posa della geostuoia

Foto 4: Vista della discarica a posa ultimata della geostuoia 3D "aggrappante" rinforzata

trincea di ancoraggio

Foto 5: Dettaglio della trincea di ancoraggio del "pacchetto di copertura"

terreno di coltivo sopra geostuoia

Foto 6: Posa del terreno di coltivo al di sopra della geostuoia 3D "aggrappante" rinforzata

 

 

2. Stabilità del terreno di copertura

Per la stabilizzazione del pendio, in particolare per impedire lo scivolamento del terreno posto al di sopra dell’ultimo strato di geocomposito filtro/drenante TENAX TENDRAIN 750/2 (quello che intercetta le acque meteoriche), sono state dimensionate geostuoie 3D "aggrappanti" in PP TENAX MULTIMAT R rinforzate con geogriglie tessute in PET (Foto 3-4-6).

Le geostuoie 3D TENAX MULTIMAT (strutture multistrato) hanno una maggiore resistenza a schiacciamento rispetto alle più comuni geostuoie 3D "aggrappanti" prodotte per aggrovigliamento di monofilo di PP o Nylon; il diverso comportamento è dovuto alla fitta pieghettatura meccanica dello strato interno che limita la deformabilità durante l’intasamento della struttura con il materiale di riempimento previsto.

 

Non trascurabile è anche la possibilità che si manifestino delle deformazioni plastiche irreversibili durante le operazioni di posa: le geostuoie multistrato TENAX MULTIMAT hanno un ritorno elastico pressoché totale rispetto ad una geostuoia 3D in monofilo aggrovigliato che, al contrario, subisce deformazioni elevate (con spessori residui prossimi al 10% dello spessore iniziale) anche sotto bassi carichi (20-30 kPa).

Ulteriori considerazioni devono essere fatte a proposito dell’assemblaggio della geogriglia di rinforzo in PET nella geostuoia 3D: nelle geostuoie multistrato TENAX MULTIMAT, il collegamento avviene mediante cucitura meccanica industriale utilizzando filato in PP ad alta resistenza e con passo tra una cucitura e l’altra di ca 0.40 m; nelle geostuoie costituite da monofilamenti aggrovigliati invece, questi ultimi vengono fatti “colare” a caldo attraverso la geogriglia di rinforzo e poi raffreddati; la connessione tra geogriglia di rinforzo e filamento è evidentemente più labile perché limitata alle microsaldature tra il filamento caldo ed il rivestimento della geogriglia (solitamente in PVC o EVA) o perlopiù all’incastro della geogriglia stessa nella struttura "bugnata" che si viene a costituire.

 

Poiché le tensioni sviluppate lungo il pendio non consentivano un ancoraggio di tipo piano, è stato necessario realizzare una trincea d’ancoraggio del pacchetto a monte dove anche le geostuoie 3D rinforzate sono state ancorate con un risvolto, posto a circa 200 mm dal fondo della trincea stessa garantendo in questo modo un ancoraggio sicuro nonostante le notevoli tensioni che si sviluppano nella geostuoia rinforzata (Foto 5).

 

Oltre che per garantire le funzioni di drenaggio (biogas e acque meteoriche di filtrazione) e di impermeabilizzazione del sito, i geosintetici utilizzati per il Sistema di copertura definitivo della Discarica di Borgo San Dalmazzo (CN), hanno soprattutto consentito il trattenimento in sicurezza di spessori pari ad 1,00m di terreno di copertura su scarpate decisamente acclivi e di notevole estensione, assicurando fattori di sicurezza adeguati alla durata prevista per l’opera.

 

 

 

 

 

Download:

L’utilizzo di geosintetici per la copertura definitiva della discarica di Borgo San Dalmazzo (CN)

 
 
Applicazioni:

Drenaggio

arg Drenaggio di discariche

 

Controllo erosione

arg Copertura delle discariche

 

 

stratigrafia della copertura della discarica

Stratigrafia del "pacchetto di copertura"

 

 

Terreno vegetale   TENAX MULTIMAT
Terreno agrario     TENAX MULTIMAT
Argilla     TENAX TENDRAIN
Calcestruzzo     Geocomposito bentonitico LAVIOSA
Terreno compattato bengradato     TENAX TENDRAIN
Organico stabilizzato      
 
 
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